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Meccanismo di compensazione

I costi delle perforazioni indispensabili per le attività di ricerca ed esplorazione di nuovi giacimenti di idrocarburi comportano per i titolari dei permessi di ricerca spese molto elevate a fronte di probabilità di successo non prevedibili. Per questo motivo la ricerca viene generalmente effettuata da imprese dotate non solo del know how adeguato, ma anche dei capitali necessari per sostenere l’impresa.

In Italia, lo Stato proprietario dei giacimenti di idrocarburi non si impegna direttamente nella ricerca, che lascia in concessione alle imprese private, prevedendo un meccanismo di compensazione fra spese di ricerca e ricavi conseguenti all’ottenimento del diritto alla produzione.

In aggiunta alle imposte relative alla normale tassazione per le imprese, il concessionario,  non essendo proprietario del giacimento, è soggetto a particolari oneri addizionali quali:

  • rispetto dei programmi di lavoro, a prescindere dalle fluttuazioni dei prezzi dell’energia,
  • pagamento di canoni proporzionati alla superficie coperta dai titoli minerari (permesso di prospezione, permesso di ricerca, concessione di coltivazione),
  • pagamento di royalties, proporzionate alle quantità di idrocarburi prodotte, in controvalore, calcolato sul prezzo dell’olio e del gas sul mercato, comunicato formalmente dall’Autorità agli operatori.

La normativa italiana non prevede ulteriori oneri addizionali a carico degli operatori nazionali e stranieri che operano sul nostro territorio, in modo da non gravare eccessivamente sulle attività di ricerca e produzione con il rischio di renderle anti-economiche, visto anche il potenziale minerario residuo decisamente inferiore rispetto a quello di altri Paesi.