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Il mercato del gas naturale

Se il mercato e la borsa del petrolio sono istituzioni recenti, possiamo dire che mercato e borsa internazionale del gas sono ancora in fase di istituzionalizzazione. Ciò è dovuto al fatto che l’importanza del gas naturale come fonte energetica è cresciuta decisamente soltanto negli ultimi decenni. Inoltre a determinare le caratteristiche dei contratti e delle contrattazioni è anche la natura stessa della materia prima. Pertanto, il gas oggi è venduto a stock, con contratti a medio e lungo termine (dai 15 ai 25 anni) che prevedono, di solito, alcuni aggiornamenti del prezzo a scadenza prefissata.

Riguardando forniture pluriennali e quantità enormi di prodotto, i contratti di vendita del gas solitamente hanno una clausola ‘take or pay’: o il gas concordato viene effettivamente ritirato o gli eccessi di offerta devono essere ugualmente pagati dal Paese consumatore, pena ritorsioni sulle successive forniture. È in qualche modo la natura stessa della materia prima a ostacolare la nascita di un mercato spot o di una borsa internazionale con quotazioni giornaliere: il gas che viene prodotto da un giacimento è molto difficile da gestire e un taglio della produzione vorrebbe dire costringere i produttori a ridurre la portata dei pozzi o bruciare gli eccessi o conservare il gas nei siti di stoccaggio (con un considerevole aumento dei costi).

Per il gas, il cui prezzo è indicizzato, cioè ancorato direttamente a quello del petrolio, non esistono prezzi di riferimento validi a livello internazionale, come invece accade per il petrolio, nel cui mercato i prezzi dei diversi greggi vengono fissati sulla base dei prezzi del greggio Brent o WTI.

È per questo che non esistono “cartelli” come l’OPEC, anche se alcuni stati, in primis la Russia, sembrano voler andare in questa direzione. Esiste però un Forum dei Paesi esportatori di gas che riunisce intorno allo stesso tavolo i principali produttori mondiali di gas: Russia e Algeria. Per i membri del Forum, che si è riunito per la prima volta nel 2001, l’obiettivo è influenzare sia il prezzo che l’offerta e soprattutto svincolare il prezzo del gas naturale da quello del petrolio.

I paesi fondatori del Forum sono: Algeria, Brunei, Indonesia, Iran, Malaysia, Nigeria, Oman, Qatar, Russia, Turkmenistan e Norvegia, sebbene solo in qualità di osservatore.

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