CCS è un acronimo inglese che sta per Carbon Capture and Sequestration (Cattura e Stoccaggio della CO2) e definisce una tecnologia che consente di catturare la CO2 dalla fonte di emissione (centrali di produzione di energia o industria pesante), di trasportarla e di stoccarla in siti geologici profondi dove rimarrà intrappolata definitivamente.
Sebbene la CCS sia poco conosciuta all’opinione pubblica, si tratta di una tecnologia già in uso da diverso tempo nel mondo; oggi sta assumendo un ruolo di primo piano per il contributo che può venire dalla sua applicazione su scala mondiale nella battaglia contro il cambiamento climatico.
Secondo la IEA (International Energy Agency) non è possibile raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 fissati dall’Unione Europea, senza ricorrere alla tecnologia CCS.
In particolare, l’Unione Europea ha scelto di investire sulla CCS, insieme all’efficienza energetica e alle rinnovabili, per ridurre gli effetti della produzione energetica sull’ambiente e sul clima e ha lanciato due programmi European CCS Demonstration Project Network e European Industrial Initiative on CCS per la realizzazione di 12 progetti dimostrativi su larga scala in Europa. I progetti dimostrativi dovrebbero essere operativi a partire dal 2015.
L’Unione Europea ha anche lanciato il programma Energy Programme for Recovery (EEPR), all’interno del quale circa 1 miliardo di euro è specificamente assegnato a progetti dimostrativi in Polonia, Germania, Olanda Spagna, Italia e Gran Bretagna.
Uno dei progetti dimostrativi riguarda l’impianto Enel di Porto Tolle.
Dal punto di vista regolatorio, il documento di riferimento principale è la direttiva UE 2009/31/CE che l’Italia ha recepito con il Decreto Legislativo 162 del 14 settembre 2011, in vigore dal 5 ottobre 2011.
L’intensità dello sforzo economico e politico dell’Unione Europea è commisurato alla necessità di favorire un rapido sviluppo di questa tecnologia. A questo scopo, è particolarmente importante promuoverne l’accettabilità sociale. Anche su questo fronte l’Unione Europea ha avviato ricerche e studi in tutti i Paesi coinvolti.
I progetti principali già avviati a livello mondiale sono: l’impianto di Weyburn- Midale in Canada, l’impianto di Sleipner e l’impianto di In Salah in Algeria.