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Scenario nazionale

L’Italia è tra i Paesi con la più antica tradizione nelle attività di ricerca e produzione degli idrocarburi e tra i primi ad aver sfruttato queste attività su scala industriale. Nel 1860 in provincia di Parma vengono eseguiti i primi due pozzi petroliferi a una profondità di circa 40 metri dai quali saranno estratti 25 kg di petrolio al giorno. Sessant’anni dopo nasce l’Azienda Generale Italiana Petroli (AGIP) per la ricerca, produzione, trattamento, trasporto e commercio degli idrocarburi in Italia e all’estero.

Fino ad allora, l’economia italiana non era stata in grado di esprimere società private che affrontassero il capitale di rischio, alla base dell’esplorazione petrolifera, dove gli ingenti capitali sostenuti per la ricerca possono andare persi in caso d’insuccesso.

Come si può vedere dalla mappa geografica, le aree petrolifere italiane dove si sono verificate le produzione di idrocarburi più importanti, dall’inizio delle esplorazioni ad oggi, sono localizzate: nell’Alto Adriatico e in Pianura Padana, nel Bacino di Pescara, nell’Adriatico e Appennino meridionale, nella Fossa Bradanica pugliese, nella Sicilia centrorientale e nell’offshore siciliano e nella Costa Ionica calabrese.

I giacimenti di petrolio più importanti oggi sono ubicati nella Val d’Agri in provincia di Potenza, un’area dove si raccolgono i maggiori giacimenti di olio di tutto il nostro Paese, e a Villa Fortuna – Trecate in provincia di Novara.

Vedi mappa pozzi in Italia